SCUOLA FAMIGLIA

I rapporti scuola-famiglia

Partecipazione

La nostra istituzione scolastica riconosce una grande importanza al rapporto scuola-famiglia, in quanto l'educazione dell'alunno è completa se c'è piena assonanza tra gli interventi educativi della scuola e quelli operati dalla famiglia.
La famiglia deve, inoltre, fornire alla scuola tutte le opportunità per migliorare la conoscenza dei propri figli, al fine di calibrare su ognuno di essi gli interventi più efficaci e di sicuro successo.
La partecipazione delle famiglie alla vita della scuola è prevista dalla normativa vigente, in particolare dai decreti delegati del 1974.
Nella nostra scuola si concretizzano molteplici momenti.

Nella scuola dell'infanzia e nella primaria:

  • i consigli di interclasse, bimestrali per la Primaria, trimestrali per la scuola dell'Infanzia;
  • i colloqui individuali, previsti in orari adeguati;
  • le riunioni di classe, per illustrare le programmazioni (annuale, bimestrale e trimestrale), gli esiti degli interventi didattici e l'eventuale consegna dei documenti di valutazione;
  • incontri con i genitori dei nuovi iscritti, per la scuola dell'Infanzia; con i genitori delle future classi prime, per la Primaria.

Nella scuola secondaria di I° grado:

  • il ricevimento dei parenti svolto dai docenti per un'ora settimanale, durante i periodi prestabiliti;
  • i consigli di classe del mese di novembre, alla presenza di tutti i genitori, durante i quali vengono illustrate le programmazioni dei consigli di classe, i piani di lavoro individuali di ogni docente, il piano gite dell’anno scolastico in corso e i progetti che si intendono attuare;
  • la distribuzione, nel mese di dicembre, ai genitori degli alunni delle classi terze, dei consigli orientativi;
  • gli incontri serali, nei mesi di dicembre e aprile, per comunicare i livelli di apprendimento raggiunti dagli alunni;
  • la distribuzione delle schede di valutazione nei mesi di febbraio e giugno;
  • i consigli di classe del mese di marzo, alla presenza di tutti i genitori, durante i quali vengono illustrate le nuove adozioni dei libri di testo, per l’anno scolastico successivo, e i risultati dei progetti attuati o in via di attuazione;
  • la partecipazione all'organizzazione di iniziative collaterali alle attività scolastiche (manifestazioni del periodo natalizio e di fine anno scolastico);
  • collaborazione di un numeroso gruppo di genitori nella gestione della biblioteca d'Istituto.

Informazione

Lo strumento privilegiato della comunicazione scolastica quotidiana è il diario dell'alunno, che deve essere controllato giornalmente dai genitori.
Esso viene utilizzato anche dal Preside o dagli insegnanti per comunicazioni di carattere generale e/o personale.
In casi particolari la Scuola comunica con la famiglia mediante lettera, in busta chiusa.

Formazione dei docenti

La formazione come diritto-dovere

La partecipazione ad attività di aggiornamento e di formazione in servizio è un diritto-dovere dei docenti, in relazione alle iniziative promosse dall'Amministrazione e dal collegio dei docenti.
L'aggiornamento, dunque, è una componente fondamentale dell'attività degli insegnanti, utile e necessario per adeguare contenuti e metodologie alle nuove proposte nel campo della didattica e della psicologia, e alle diversificate esigenze dell'utenza.
Il piano annuale di formazione dell’Istituto prevede come prioritarie le seguenti tematiche:

  1. la gestione dell’istituzione scolastica e l’organizzazione collegiale delle attività per il miglioramento della qualità del servizio: piano dell’offerta formativa e carta dei servizi, autonomia dell’istituzione scolastica, orientamento scolastico e suo raccordo con l’orientamento professionale;
  2. la promozione del successo formativo: organizzazione ed attuazione degli interventi didattici ed educativi integrativi, l’insegnamento individualizzato;
  3. il rinnovamento delle impostazioni metodologico-didattiche in relazione a contenuti disciplinari specifici: comunicazione e linguaggi, cultura scientifica e tecnologica, didattica modulare;
  4. innovazioni e sperimentazioni dei curricoli di studio;
  5. criteri, metodi e strumenti per la valutazione degli studenti e l’autovalutazione degli insegnanti;
  6. nuove tecnologie dell’informatizzazione e della comunicazione applicate alla didattica, con particolare riferimento a quelle multimediali;
  7. educazione del cittadino, legalità, Europa, rapporti con culture diverse e pari opportunità;
  8. ulteriori tematiche che rispondano a motivati bisogni formativi, purché facciano riferimento agli obiettivi di lavoro comune ovvero alle esigenze della specifica programmazione didattica ed educativa, in riferimento ai contenuti delle diverse competenze previste dal profilo professionale dei docenti.